categoria:poesia, 2008 poesia in libertà
Parco della Musica gremito di anime buone, venute da ogni parte del mondo, per ricordare don Luigi Di Liegro, fondatore della Caritas, prete sempre dalla parte dei poveri e dei disagiati, scomparso dieci anni fa. E qui, all’Auditorium, la fondazione che porta il suo nome raccoglie fondi per proseguire la strada del sacerdote dal volto umano. La serata Tanti splendidi soli è organizzata dalla nipote, Luigina Di Liegro, vice presidente. «La memoria dei valori di don Luigi è un punto di riferimento per la nostra città, sì, la base di un progetto umano, sociale e politico che ha come obiettivo la crescita di una comunità senza esclusioni». E nella sala Sinopoli applaudono tanti amici, benefattori e signore della Roma bene che hanno acquistato i biglietti. Nonno Libero, alias Lino Banfi, nobile d’animo dal cuore buono, diverte con il suo stile da eterno simpaticone: raffica di battute, gag lampo, e tanta sincerità. Applausi che non finiscono mai per il comico, attore grande, grande.
«Sono molto legato a don Luigi per il suo insegnamento cristiano», dice Ambrogio Sparagna, musicista, studioso di tradizioni popolari e pazzesco alla fisarmonica, sempre al comando della sua Orchestra popolare italiana. «Sono nato a Maranola, vicino Gaeta, dove venne alla luce pure don Di Liegro. Ero un ragazzo e nella mia diocesi si parlava tanto di questo sacerdote che, per i poveri, superava qualsiasi difficoltà». Riflettori puntati sul palco: conducono Giulia Fossà e Roberto Ciufoli. E fa il suo ingresso trionfale lui, già Medico in famiglia, di successo, e don Di Liegro nella fiction L’uomo della carità. Entra Giulio Scarpati e gli applausi arrivano in Paradiso. L’attore ricorda quei giorni della lavorazione e il significato positivo di trasformarsi in un sacerdote che frequenta, adora e vive con i poveri.
Così viaggia la serata: con tante testimonianze che non dimenticheranno mai, un uomo, un prete, un angelo..., don Di Liegro. Via via narrano, recitano, suonano, cantano Marco Balliani, attore, regista, affabulatore, Pape Siriman Kanouté magico cantante senegalese, elettrizzante, Giuliana Lojodice, brava attrice teatrale, e i Poeti dal mondo: partecipano, con i loro versi le poetesse di Portico 47. Storie di donne che narrano esistenze fragili. La poesia come rifugio, come ancora... Dopo tanti divi per la magnifica Festa del cinema, al Parco della Musica arriva la notte dei ricordi, delle testimonianze, dell’impegno verso i più deboli. E vi assicuro: che grande emozione!
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Conferenze e dibattiti a Toffia promossi da Paolina Carli e da Francesco M. Battisti
L’arte di Gioachino Belli e la poesia contemporanea
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"Missione della poesia è quella di liberare le emozioni ed i sentimenti", spiega Francesco Maria Battisti, docente di Sociologia all’Università degli Studi di Cassino. La poesia ha la forza di rompere gli schemi che scandiscono la nostra vita quotidiana: "il poeta – continua lo studioso - dice anche l’indicibile, ciò che non si ha il coraggio di esprimere, vince il timore, vince la vergogna, apre alla verità, confidando appunto nel potere catartico della poiesis".
Sono questi certamente alcuni degli ingredienti del successo riscosso anche quest’anno dalla mostra itinerante "Poesia in libertà", curata da Paolina Carli e inserita nell’ambito della manifestazione "Riviviamo il centro storico", che ha animato la tranquilla vita di Toffia (Rieti) tra il 12 e il 16 agosto.
Nell’ambito della mostra, patrocinata dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Rieti, dai Comuni di Roma e Toffia, le poesie e le storie brevi inviate da autori italiani e stranieri sono state esposte lungo le vie e i vicoli dei rioni Rocca e Cancello.
La manifestazione ha anche permesso di approfondire alcuni temi nella Sala Consiliare del Comune – grazie all’ospitalità del sindaco Antonio Zacchia - con il professor Battisti che, con "Poeti a confronto", ha presentato Pensieri e poesia di Anna Appolloni (Roma), Sperimento.com di Luciano Recchiuti (Teramo) e Film dell'anima di Oliviero Widmer Valbonesi (Cesena - Forlì).
Di Anna Appolloni Battisti ha voluto sottolineare il profondo amore per la vita, che la poetessa celebra in tutti i suoi aspetti, dalla natura e gli uomini. "Anna – ribadisce - è una persona sensibile, si accorge, palpa le emozioni, ed i sentimenti, li tocca come se fossero oggetti preziosi", come quando "sensazioni di affetto e di tepore, di solitudine e di paura" ne scuotono l’animo durante la notte portatrice di oscuri presagi. Ma la poesia sa celebrare anche il sentimento ed il dolore. A tale proposito Battisti ha ricordato alcuni versi della poetessa. "Il dolore spesso segna / Gli animi più forti / Che / In un attimo smettono di / Odiare ed invidiare". Per poi aggiungere che "l’ambiguità della solitudine anima la poesia di Anna": "Insieme alla tua solitudine / passeggi / Sotto la pioggia / Immersa nei tuoi pensieri / Ti guardi intorno/ E sei sola / Poi scopri che / La pioggia ti ha / Bagnato il volto / E si è confusa / Con le tue lacrime".
Battisti ha poi analizzato l’opera di Luciano Recchiuti, "un uomo di carattere, un poeta schietto, vigoroso, vivace", che "si propone, senza molte premesse, nel suo colorato volume ‘Sperimento.com’. Il libro non è multimediale, ma il titolo suggerisce un approccio al Web. Il suffisso .com non vuol dire commerciale, ma comunicativo. La poesia visiva vuole comunicare di più e direttamente. ‘Sperimento.com’ potrebbe essere letto, dettato, videoripreso al telefonino e messo in linea, seguendo i trend della avanguardia contemporanea, piuttosto che quelli di una poesia visiva novecentesca, che esercita la sua influenza solo con la stampa. La tipologia di composizione – ha proseguito il docente - è quella di una grafica preparata con Microsoft Office. Ma il poeta ci suggerisce che potrebbe fare di più. Ha voglia di libertà espressiva, artistica e personale, e noi come presentatori siamo disposti a dargliela tutta, ed a suggerire altre e nuove forme di libertà espressiva e comunicativa: il .com che egli ricerca in questo titolo ed in questo libro". Recchiuti è u poeta creativo attento al cambiamento, all’emozione, alla novità. Il suo libro non è solo sperimentazione, ma anche testimonianza di un cambiamento vissuto nell’anima e nel corpo.
Nell’introdurre "Film dell’anima", Battisti ha subito fatto presente di non trovarsi d’accordo con l’autore dell’introduzione al volume, Vittorio Sgarbi, che ha voluto tenere separate politica e poesia. Oliviero Widmer Valbonesi Widmer non è solo un poeta, è anche un politico, che percepisce il disagio diffuso nei nostri giovani, che nei termini più felici si esprime con la musica e in quelli peggiori con la droga. "L’autore – avverte Battisti - aborrisce la cultura nazionalpopolare (compresa quella della canzonetta di San Remo), che al tempo stesso attrae tutti gli aspiranti divi. Il libro costituisce principalmente un diario di amore di una coppia che si conosce da un tempo lungo": "Scorrono le mie mani sul tuo viso / percorrono i sentieri del tuo corpo / quelli da molto tempo immaginati / quelli più amati e mai dimenticati. / "Sono carezze senza tatto / cercano complicità".
Nella medesima Aula Consiliare la giornalista Cinzia Dal Maso e il poeta Alberto Canfora hanno dibattuto su "Gioachino Belli e Trilussa".
La Dal Maso ha innanzi tutto precisato che Giuseppe Gioachino Belli fu una figura di spicco nel nostro panorama letterario, che utilizzò il dialetto per rendere più grande, incisiva e realistica la sua arte. Il Belli è stato spesso considerato da punti di vista parziali, senza dubbio incompleti, talvolta persino errati o arbitrari. Si è finito per considerarlo il poeta delle scenette di genere o delle tradizioni pittoresche, peggio ancora quello delle storie piccanti e delle oscenità, mentre egli "è soprattutto il poeta della verità e della giustizia, della pace e dell’eguaglianza sociale. La sua poesia condanna il pregiudizio e la superstizione, il fanatismo, l’ignoranza, l’ipocrisia. Irride i potenti e partecipa alle sofferenze dei miseri. Porta avanti una religione non formalizzata né esteriore, ma depositaria del messaggio di Cristo: la carità. Narra, attraverso migliaia di situazioni, la vicenda comica e dolorosa di Roma, senza mai scadere nella declamazione". Si avvale di un acutissimo spirito di osservazione, dell’umanità dei suoi personaggi, della naturalezza dei discorsi, della varietà degli atteggiamenti, della padronanza e dell’uso sapientissimo dei suoi mezzi espressivi.
"Due furono gli strumenti – ha detto la giornalista - che impiegò magistralmente nei suoi sonetti: il dialetto e la metrica. Il romanesco del Belli era quello genuino, parlato dal popolo ormai da secoli. Il poeta, che non lo parlava, lo studiò e codificò, esaltandone le capacità espressive e le qualità ritmiche naturali". La metrica fu utilizzata nella forma costante del sonetto, chiusa e difficile, di cui però sfruttò tutte le potenzialità, a cominciare dall’asciutta stringatezza, che non permette di indulgere in descrizioni superflue.
Alberto Canfora ha fatto conoscere un Trilussa sagace e scanzonato attraverso la lettura di alcune poesie.
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In "Grazie luna" un’intima adesione al dolore dei deboli e degli indifesi
L’impegno sociale della poesia
di Paolina Carli
"Quando al calare della sera, con lo sguardo rivolto all’orizzonte, nello spazio sconfinato si diffonde la magia che acquieta l’animo ed induce alla riflessione. Allora, nello spazio di tempo in cui le sfumature del rosso si sprigionano per divenire più tenui e lo svanire della sfera di fuoco cadere nel nulla, i pensieri assumono forma". Così inizia "Tramonto", una delicata lirica di Paolina Carli contenuta nella raccolta "Grazie luna" (Libroitaliano, 72 pagine, 10 euro). E’ una poesia, quella della Carli, che è meditazione e al tempo stesso impegno sociale. Se la poetessa guarda spesso nel suo intimo rivivendo un dolore che è soprattutto spasmodico bisogno d’amore, non si chiude mai in un egoistico isolamento. Anzi, la sua sofferenza la porta, più che a comprendere, ad aderire intimamente e totalmente al dolore degli umili, dei diseredati, dei deboli, degli indifesi.
Ma Paolina Carli sa anche impegnarsi per la promozione della cultura. In occasione della festa "Riviviamo il Centro storico", che si svolge ogni estate a Toffia, suggestivo paese della provincia dei Rieti, ha organizzato, insieme con altri poeti, la "Mostra itinerante di poesia", giunta alla sua terza edizione. Le liriche sono state raccolte in un volume a cura di Paolina Carli, la cui edizione è stata promossa dall’Amministrazione Comunale di Toffia. "Questo è un grande momento per la poesia", spiega Francesco Maria Battisti, Professore alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cassino. "Non solo a Toffia ma in tutta Italia cresce il fermento poetico. Quali sono i perché di tale risorgenza? La poesia da sempre racchiude temi classici, come l’amore, la vita, il dispiacere e il dolore che animano il canto del poeta. Vi sono ‘temi nuovi’ della poesia, che vengono ereditati dal Novecento, come la politica, l’ambiente e lo sguardo critico verso la società". Oggi, finalmente, la poesia può diffondersi liberamente, senza incorrere nell’ostacolo opposto dal monopolio dei media. Infatti, ricorda il prof. Battisti, "come mezzo sintetico e fluido, ha trovato un’altra forma di comunicazione, la rete, internet; è facile incontrare una poesia navigando in questo mondo culturale, mentre è ben difficile trovarla pubblicata nei quotidiani o recitata in Tv". Da internet, poi, sarà facile alla poesia diffondersi nelle città, nei paesi, nelle piazze, passando di bocca in bocca. "E’ impossibile sopprimere la poesia – avverte il prof. Battisti – perché essa è coscienza e canto dell’umanità".
Del resto, sembra aggiungere Paolina Carli nella lirica "Silenzio", "tralasciare l’ascolto di ciò che l’anima chiede equivale a non capire, a nascondersi, a negare la verità, a rimandare il problema".
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Italia sera, (Inserto Specchio Romano) 8 gennaio 2008
Paolina Carli ha curato
Dai muri di Toffia alle pagine di un libro
"Ancora una volta – spiega Francesco Maria Battisti – la mostra di ‘Poesia in libertà’ tenuta a Toffia nell’estate
Tema prevalente delle composizioni, l’amore, visto in tutte le sue sfaccettature, ma non mancano aneliti a giustizia e libertà.
Del silenzio il canto
mentre sul noce
le tortore fanno all’amore
con un velo tu cingi il mio corpo
per offrirmi del silenzio il canto
Paolina Carli 2008